La notte al campeggio è tranquilla a meno del compositore nella roulotte accanto alla mia tenda che ha cercato l’ispirazione fino credo all’una di notte… la stanchezza era sufficiente per non risentire troppo delle note improvvisate che uscivano come un sottofondo dalla roulotte.
Lasciato il campeggio mi trovo subito il “Platamon Castle” sulla mia strada che svetta sopra il paese e che ammiravo la sera precedente dalla spiaggia sottostante. Non mi fermo a visitarlo, non voglio fare una pausa appena iniziato il cammino e, in più, non saprei dove lasciare i bagagli… questo è uno degli inconvenienti dei viaggi in solitaria… poco male!

Procedo e supero Nei Pori, un fiume sbarra la strada e devo lasciare la costa. Questa breve deviazione mi consente di passare in un piccolo villaggio poco distante dal mare chiamato Paleopyrgos con una curiosa attrazione di tipo turistico fatta con conchiglie di mare… molto particolare.

Supero il fiume e mi rendo conto di una sensazione che mi porto dietro da parecchi km… quella di correre troppo, di non vivere il viaggio fino in fondo, di avere fretta di arrivare alla meta senza gustare gli attimi… ancora sento di avere dentro il ritmo della città, della quotidianità e non quello della vacanza. Penso che la cosa migliore per scrollarmi di dosso questa sensazione è fare subito quello che voglio, liberandomi momentaneamente di qualunque pensiero. Caso ha voluto che mentre facessi questi pensieri mi trovassi ad attraversare una strada immersa tra due tratti d’acqua.

Decido di fermarmi e pescare… in fondo ho portato la canna da pesca e non mi sono mai dedicato neanche un attimo a pescare. Giusto un’oretta e mezza, non molto ma la pesca da i suoi frutti e non in termini di pesci, ahimè neanche uno. Sento di essermi liberato in parte di quelle sensazioni negative e mi sento più in armonia con lo spazio e il tempo… il viaggio riprende e mi sento più sereno e più in linea con l’avventura che sto affrontando. Si fa ora di pranzo e allora decido di trovare ristoro in una delle “Taberne” a ridosso della spiaggia.

Il pomeriggio prosegue con altri chilometri intervallati da piacevoli scorci sul mare e da alcune calette veramente interessanti. Decido di fermarmi in una di queste in località “Psarolakas” che mi ha particolarmente colpito. Una spiaggia abbastanza selvaggia, pochissime persone, alcune zone in ombra per ripararsi naturalmente dal sole che ancora è abbastanza graffiante.

“Il mare sorride da lontano. Denti di spuma, labbra di cielo”
Garcia Lorca
Lasciata la fantastica caletta mi imbatto in alcuni resti di epoca bizantina presso Platia Ammos

Altri km su strada attraverso Kokkino Nero, Paliouria, Belika con altri panorami che fanno bene alla vista e non solo. Arrivo verso le 18.00 a Agiokampos, mi godo le ultime ore di sole fino al tramonto…

Raggiungo il Camping Aegeas, predispongo la tenda, una doccia al volo e poi raggiungo il centro del paese per la cena. Agiokampos è molto carina, ricca di negozi e ristoranti, si sviluppa su una via centrale con molteplici locali sui ambo i lati della strada.
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